Alessandra Mastronardi radiosa alla Conferenza Stampa de “L’Allieva 3”

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Roma, 23 settembre: alla sede Rai di Viale Mazzini si è svolta a partire dalle ore 13:00 la conferenza stampa dedicata alla fiction “L’Allieva 3“. Una radiosa Alessandra Mastronardi, assieme ad altri attori del cast quali Lino Guanciale, Sergio Assisi e Antonia Liskova, ha incontrato la stampa. Tra numerose interviste e scatti fotografici, l’evento si è svolto in tutta serenità, nonostante quest’anno – a differenza dei precedenti –  siano stati apportati alcuni cambiamenti nell’iter della conferenza. Sono stati infatti presi alcuni accorgimenti per garantire distanziamenti e sicurezza a causa dell’emergenza sanitaria da Coronavirus e la conferenza è durata molto più del previsto. La sala scelta per questo evento è stata la “Sala degli Arazzi”.
Domenica 27 settembre andranno in onda su Rai 1 alle 21:25 i primi due episodi de “L’Allieva 3”. Nell’attesa, ecco le foto e i video di Alessandra Mastronardi alla conferenza:

– Le foto:

– I video:

Dall’Agenzia Ansa

Dall’Agenzia AskaNews

Da SpettacoloMania

Da Talk Magazine

Da Leggo

Da RadioCorriere TV

Da TuttiFrutti su RaiNews24

Da TvBlog

– La brochure di Rai News che, come di consuetudine, è stata distribuita durante la conferenza:

N/A

Le interviste:

Da La Repubblica:

Dal ruolo di Eva nella serie I Cesaroni a Romanzo criminale, Atelier Fontana, I Medici, e tante fiction di successo, Mastronardi è stata adottata anche dal cinema, ha girato L’ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi, To Rome with love diretta da Woody Allen, l’America si è accorta di lei, era Anna Maria Pierangeli in Life di Anton Corbijn. Ha 34 anni, è cresciuta sui set, abita a Londra col fidanzato, l’attore scozzese Ross MacCall e non ha dubbi: “Recitare mi ha cambiato la vita”.

Cos’ha rappresentato ‘L’allieva’?
“L’Allieva è stata una bella sfida quest’anno, sia del punto di vista della sceneggiatura, sia per i vari problemi che ci sono stati nella messinscena, i vari blocchi per il Covid. Ma quando il gioco è più difficile diventa più bello, più interessante”.

Il pubblico si è innamorato del personaggio di Alice. Si è chiesta perché?
“Bisognerebbe chiederlo a loro. Credo che siano piaciuti lei e il suo rapporto con Lino Guanciale. Penso che abbiano apprezzato l’umanità del personaggio, che caratterizza i libri. A me è piaciuta la freschezza nel vivere la vita con profonda leggerezza, ma mai con superficialità, Alice guarda il mondo  senza malizia, empatica con tutto quello che la circonda”.

Fin troppo?
“Per questa empatia finisce nei guai, non vede mai il marcio ma il lato umano. Poi ha una caratteristica che la rende diversa, è un medico legale e vede la morte in faccia ma lei la umanizza. Non vede soltanto un corpo che non ha più un’anima, vuole sapere tutto”.

Sarà davvero l’ultima stagione dell”Allieva’?
“Forse sì o forse no. Ci sono tanti punti interrogativi”.

Il rapporto con Lino Guanciale?
“Praticamente è diventato mio cugino, uno di famiglia”.

Lino si è appena sposato. Lei è fidanzata da anni con Ross McCall, pensa al matrimonio?
“Assolutamente sì, anche perché sono all’antica, è nei mie piani”.

È cresciuta con le fiction, da ‘I Cesaroni’ a ‘L’allieva’, il pubblico l’ha adottata. Cosa le ha insegnato questo mestiere?
“L’umiltà e il rispetto. Mi chiamano ‘il piccolo soldatino’, rispetto questo lavoro che mi ha insegnato tanto, per prima cosa l’umiltà. Non salviamo vite, a volte il contorno ti fa perdere il senso delle cose, invece bisogna ricordarsi che è un gioco. Siamo vicini al pubblico, lo facciamo riflettere, ridere, piangere, sognare. Qualche volta regaliamo speranza, sempre con grandissima umiltà. La cosa più bella è poter interpretare eroi di tutti i giorni, un regalo che non puoi avere nella vita”.

Ha sempre voluto fare l’attrice?
“La prima volta sul set avevo dodici anni, era un mio capriccio e lo volevo tanto. Potevo girare solo nei weekend, mio padre e mia madre sono stati molto rigidi. Mi hanno detto che avrei potuto continuare solo dopo il liceo”.

Non ha mai avuto problemi, mai subito molestie?
“Sono stata molto fortunata, mai avuto spiacevoli incontri. Grazie a Dio non mi è mai successo, posso essere molto acida e abbastanza fredda. Comunque quello delle molestie è un problema che riguarda tutti gli ambienti”.

Cos’ha scoperto di sé in questi anni?
“Che sono molto più forte di quello che pensavo, ho sempre creduto di essere fragile invece era solo una forma di protezione. Mi proteggevo scappando”.

Girava voce che dovesse interpretare Audrey Hepburn.
“Mi sembra bellissimo, ma non ne so niente. Sarebbe un ruolo bellissimo, amo le donne di una certa generazione, donne forti. Mi era piaciuto molto interpretare Anna Maria Pierangeli”.

Abita a Londra, come ha vissuto l’emergenza Covid?
“Sono tornata in Italia. Ora sono qui, non è un momento facile. Ma Londra è una città speciale, cosmopolita sei al centro del mondo immersa in culture diverse. Anche quando l’hai conquistata non è mai tua. Non è una città italiana, dove sei sempre accolto. Noi siamo aperti, generosi e facciamo sentire tutti a proprio agio. Prendo il bello che mi dà e poi torno a casa”.

Ha incontrato tante persone, chi l’ha colpita?

2Ricordo Micol Fontana, una donna fuori dal comune, modernissima. Le dissi: ‘Mi dia un consiglio’. E lei: ‘Impara l’inglese, devi capire quello che succede intorno a te’”.

Adesso che farà?
“Ho un progetto con Netflix, e poi girerò un film per la tv a gennaio, ma non posso dire di più”.


Da Quotidiano.Net

Domenica Raiuno cadrà sugli spettatori a corpo morto. Va in onda la terza stagione di L’allieva, cioè l’anatomopatologa Alice Allevi. La interpreta, insieme con Lino Guanciale nel ruolo di Claudio Conforti, Alessandra Mastronardi.

Lei ha detto che questa sarà l’ultima stagione di L’allieva. Conferma?

“Molto probabilmente sì. Ma ci sono ancora molti punti interrogativi da risolvere. Vedremo.”

Banale ma indispensabile chiederlo: quali sono le ragioni – a parte la sua interpretazione – del successo di una fiction arrivata ormai alla terza stagione?

“Secondo me è dovuto al fatto che si tratta di una serie dai toni di commedia, romantica, molto leggera, che strappa sorrisi. I personaggi sono empatici, puliti, onesti. È una fiction che ti fa sognare. Non è un dramma, non si parla di mafia, di uccisioni, tradimenti…”

Ha mai assistito a un’autopsia?

“Nooo… non credo che sia umanamente sostenibile a meno di non essere un medico. All’inizio della serie ci è stato chiesto se avessimo voluto partecipare a un’autopsia, ma sia io sia Lino Guanciale non gli abbiamo neanche lasciato finire la domanda… Al massimo possiamo vedere qualcosa su internet. Quando giriamo le scene dell’autopsia o del ritrovamento dei cadaveri siamo assistiti da consulenti che ci spiegano come muoverci, cosa fare, cosa dire. La cosa più difficile è ricordarsi i termini tecnici. Io sono una frana, mentre Lino non ne sbaglia uno…”

Lei è un’appassionata di Grey’s Anatomy. Sempre lì si torna…

“Non solo Grey’s Anatomy ma anche Doctor House. Trovo queste serie affascinanti, ti fanno entrare nel mondo di chi salva le vite… Oddio, il mio personaggio non salva le vite, ma appartiene comunque a quel mondo.”

È vero che una volta l’hanno bocciata a un provino dicendo ‘lei non farà mai l’attrice’?

“Ero giovanissima, 19 o forse 20 anni… Hanno detto che facevo troppe smorfie. Invece, quando ho dovuto affrontare il mio personaggio, il regista mi ha detto di calcare pure la mano, perché Alice è sopra le righe. Io non volevo perché mi ricordavo di quella bocciatura, ma alla fine ho ceduto. È stata un po’ una rivincita. Alice è una macchietta vivente.”

Un suo momento di grande imbarazzo?

“I red carpet mi imbarazzano tremendamente, non so mai come affrontarli. Nella vita privata, mi imbarazzo quando entro in ascensore con una persona sconosciuta. Devi andare al terzo piano, ma i piani sembrano cinquanta!”

Lei ha vissuto il lockdown insieme con il suo fidanzato, l’attore scozzese Ross McCall. Nella sua esperienza, la clausura ha rafforzato la coppia o l’ha messa alla prova?

“Direi 50 e 50 %. Ci ha messo alla prova ma l’abbiamo superata. E quindi ci ha rafforzato. Sicuramente è stato un banco di prova importante per molte famiglie. Tante si saranno riconosciute, tante non avranno retto il cambiamento.”

Cosa l’ha aiutata durante il lockdown?

“In quel periodo ho pensato molto a me. Ho avvertito il bisogno di fermarmi, di rallentare, scegliere le priorità. Ho scoperto la meditazione. Medito anche adesso, magari soltanto per dieci minuti, ma ogni giorno”.

La sua metafora preferita è il bambù…

“Mi piacerebbe essere come il bambù, che si piega ma non si spezza. Se combatti le avversità ti fai male, se invece cerchi di comprenderle, di capirle, di accettarle, riesci a superarle.”

Lei ora dove vive?

“Tra Roma, dove lavoro, e Londra, dove vivo con il mio fidanzato. Per me sono diventate una città sola. Roma è bellissima, impossibile non sentirne la mancanza. Londra è multietnica, cosmopolita ma allo stesso tempo europea. È sempre bello tornarci”.

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