Alessandra Mastronardi a Vanity Fair:”Più cresco, più rispetto chi sono”

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A pochi giorni dal debutto di “Doppio Gioco“, la nuova serie TV Mediaset che la vede protagonista nel ruolo di Daria Giraldi, l’attrice Alessandra Mastronardi rilascia un’intervista al sito web di Vanity Fair. Ecco cos’ha dichiarato l’attrice al noto magazine:

Alessandra Mastronardi in un servizio fotografico per Vanity Fair all’Hotel The Edition Rome. Ph: Maddalena Petrosino

«Più cresco, più rispetto chi sono», così dice Alessandra Mastronardi a Vanity Fair e, a ben guardare, sembra che la vita dell’attrice, soprattutto quella artistica, ruoti attorno a questo assunto. Dai film internazionali alle serie di casa nostra, passando per il doppiaggio e gli audiolibri, Mastronardi non è più la ragazza della porta accanto, ma una donna forte e sicura di sé, come Daria, il personaggio che interpreta nella nuova serie di Canale 5, Doppio Gioco. «È stato divertentissimo fare qualcosa di completamente lontano da tutto ciò che mi è sempre stato proposto», racconta ancora l’attrice a Vanity Fair. E, in questo periodo di trasformazioni e di crescita, Daria diventa quello che Mastronardi definisce «il ruolo giusto al momento giusto».

Vanity Fair: Daria è un’abile giocatrice di poker.
Alessandra: «Ed è anche molto dark. Sorride poco, è distaccata, ha un atteggiamento disilluso nei confronti della vita. Si muove in un mondo fatto completamente da uomini, ma senza mai perdere la sua femminilità».

É un atteggiamento che trova familiare? In fondo, anche il suo di ambiente, è fatto prevalentemente da uomini.
«Non credo affatto che il cinema possa essere definito in questo modo. Ci lavoro da 20 anni e, negli ultimi tempi, non solo tra gli attori, ma anche tra le maestranze del set sono aumentate esponenzialmente le donne. Piuttosto, il problema è un altro: la mancanza di storie femminili».

E questa di Doppio Gioco lo è?
«Assolutamente. È una protagonista che non ha sempre i soliti ruoli, ha un carattere forte, da leader. Mostra un altro lato della femminilità, quello più spigoloso e non solo dei buoni sentimenti. Anche l’amicizia che ha con Jamilah, la sua compagna di stanza, è senza fronzoli, schietta: sono due donne in difficoltà che si aiutano e provano a comprendersi. Non c’è niente di “confettoso” o edulcorato».

Sul lavoro è come lei?
«Diciamo che ogni volta che si è presentata l’occasione non ho mai avuto paura a far sentire la mia voce».

Si è mai pentita di aver iniziato così giovane?
«Il mio lavoro è cresciuto con me e non mi ha mai impedito di vivere delle esperienze con le amiche o la scuola perché ero impegnata sul set o altro. Non mi sono mai privata di nulla. Guardi, tantissimi anni fa, ho imposto una regola a me stessa: la vita privata è più importante, quindi non ho mai permesso che il mio lavoro interferisse con questo. Piuttosto, ho avuto problemi con altro».

Cosa?
«Imparare a sdoppiare chi ero per gli altri e chi ero per me. Sono cresciuta, soprattutto per il grande pubblico, con un personaggio abbastanza definito. Quindi, in separata sede, ho costruito me stessa da sola».

Sentiva che il pubblico si fosse fatto un’idea sbagliata di quello che era veramente?
«Non proprio. È come se la mia immagine fosse rimasta ferma a quando avevo 19 anni, ma io nel frattempo ero cresciuta, cambiata, maturata. Sentivo che quello che veniva percepito di me fosse un’immagine statica. Infatti, più che ritrovarmi, mi sono dovuta trovare: capire chi ero veramente».

E che tipo di persona è?
«Una che sa ascoltare. Credo di essere una persona con cui si può parlare: amo il dialogo. Però c’è il rovescio della medaglia: spesso mi perdo tra le parole, dò più importanza a quelle che ai fatti».

Invidia alla sua Daria la capacità di saper leggere le persone?
«No, quella credo sia una capacità che abbiamo tutti, solo che a volte tendiamo a non dare ascolto alle nostre sensazioni. Spesso, la prima impressione che ho su una persona si rivela quella giusta, ma ho la tendenza a volermi ricredere, a tornare indietro e dire “no, no, non è così”. Quindi, dò sempre tante possibilità e la maggior parte delle volte ci rimetto».

A proposito, sul suo profilo Instagram si legge: «Be the energy you want to attract» (“Sii l’energia che vuoi attirare”).
«Sì, in questo periodo della mia vita, voglio concentrare su di me alte vibrazioni, voglio essere circondata di persone che mi fanno sentire serena, positiva. Io ho imparato ad ascoltarmi: quando sento che c’è un’atmosfera particolare, dove non mi sento a mio agio, ingabbiata, vado via e cerco vibrazioni positive altrove».

Cosa prova invece quando è impegnata nel mondo con il suo ruolo di ambasciatrice Unicef?
«Profonda gratitudine. Mi ritengo una persona molto fortuna e privilegiata e, quindi, credo sia giusto restituire in qualche modo quanto ti è stato dato, fosse anche solo un sorriso. Viviamo in un modo in cui ci sono tragedie e crisi immani in ogni parte del mondo e, per fortuna, Unicef tiene i riflettori accesi su ognuna di loro e sono felice di poter fare la mia parte».

Si considera un’attivista?
«Credo che al giorno d’oggi attivismo significhi molte cose. Ad esempio, avere un’opinione ed esprimerla, andare a votare, partecipare attivamente e non in modo passivo a ciò che accade intorno a noi, avere una coscienza oppure interessarsi alle cose, non fermarsi al solo titolo di giornale, ma andare a leggere e ad approfondire. Non bisogna far parte per forza di un’associazione o di questo o quel partito».

Qual è il momento della sua carriera di cui si sente più orgogliosa?
«Tutti i giorni».

Una risposta che non mi aspettavo…
«Il mio è un mestiere faticoso: devi avere delle spalle molto larghe, devi crederci tu per primo perchè – le assicuro – che poi gli altri non lo fanno. E quindi sono orgogliosa di non aver mai mollato, anche quando avrei voluto. Sono orgogliosa di questo tutti i giorni».

Fonte: VanityFair.it

Ph: Maddalena Petrosino
Location: The Edition Rome
Interview: Albachiara Re
Styling: Vanessa Bozzacchi / Sara Castelli Gattinara for Other Agency
Production: EP Suite 19
Makeup: Manola Spaziani for Simone Belli Agency
Hair: Vincenzo Panico
Dress:
Michael Kors
Jewels: Tiffany & Co

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