Master of None 2: Alessandra Mastronardi e il ruolo di Francesca

Buongiorno! In questo post vi proponiamo un’intervista ad Alessandra Mastronardi e parleremo dell’importanza del suo ruolo, Francesca, nella seconda stagione di “Master of None”. La webserie è disponibile da ieri mattina sulla piattaforma online Netflix: avete già visto qualche episodio?

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Iniziamo con l’intervista, da Vanity Fair:

*Intervista tradotta dall’inglese

Alessandra Mastronardi sbarca nella seconda stagione dell’acclamata e fortunata webserie Master of None. La giovane attrice italiana (nata a Napoli, vissuta a Roma e attualmente residente a Londra) è riuscita a fare un provino per la star e regista della serie Aziz Ansari solo dopo che lui ha perso un volo per New York da Londra, precipitandosi da lui per incontrarlo su suggerimento della sua agente. Ma a differenza delle attrici più note, la Mastronardi non aveva mai sentito parlare di questa serie o della persona che stava per incontrare:“Aziz mi ha chiesto:” Mi conosci? “Ricorda la Mastronardi. “E io ho risposto:”mmm – non proprio”.

Due settimane dopo, lei è riuscita ad avere il ruolo di Francesca, una ragazza che sogna ad occhi aperti, fidanzata con un altro uomo, per la delusione di Dev (Ansari). Durante una chiacchierata con Vanity Fair la Mastronardi dà il suo vero parere sull’abilità di Ansari di parlare in italiano e il suo giudizio sul finale ambiguo della stagione.

Vanity Fair: com’è l’italiano di Aziz? Hai mai dovuto correggerlo o dargli suggerimenti?

Alessandra Mastronardi: Beh...sembra un bambino russo che parla italiano [ride]. È molto strano perché è un americano, quindi del tipo: perché parli russo? E’ stato divertente per me. Ho cominciato a correggerlo all’inizio, e poi ho pensato che era troppo divertente, quindi ho smesso. Ma in realtà non è male. Il suo italiano non è così male.

Com’è stato girare a Modena?

E’ stato davvero interessante vedere come [Ansari] vissuto a Modena prima della serie. Non gli credevo quando diceva che in realtà ha vissuto a Modena per un lungo periodo da solo, facendo la pasta. Pensavo che fosse così strano che uno come lui potesse lasciare il suo lavoro per andare da solo a Modena solamente per imparare a fare la pasta. Lo ha fatto per davvero. Ho visto il posto, ho incontrato le persone che facevano la pasta ogni giorno. Là, durante la pausa delle riprese, andavamo giro e mangiavamo ancora più cibo.

Ha mai cucinato per il cast?

So che [Aziz] lo ha fatto, ma non per me. Non ho mai assaggiato niente di ciò che ha cucinato, quindi non so se sia davvero in grado di cucinare la pasta o meno. Ha detto che potrebbe cucinare per me, ma io sono italiana. Penso che non l’abbia mai fatto perché ha troppo paura di me, del mio giudizio [ride]. Sono abbastanza pungente.

Il primo episodio della seconda stagione è un omaggio a “Ladri di biciclette” e ai grandi film neorealisti italiani. Quando hai letto il copione gli hai dato suggerimenti per renderlo più autentico?

Era veramente esigente perchè voleva rendere tutto più reale. Ad esempio, il copione in origine era ovviamente in inglese per far capire a tutti di che cosa stavamo parlando e poi quando dovevamo tradurre in italiano, lo traduceva sempre nel modo giusto. Mi ha sempre detto che devi sentire quello che è scritto sul copione, Se non lo senti, cambia. È raro che tu possa trovare qualcuno che ti dica: “Cambia se non ti piace”. Molti scrittori sono davvero possessivi riguardo i loro progetti. Aziz ti fa sentire a tuo agio.

Il tuo personaggio sbarca a New York ed è così innamorato della farmacia “Duane Reade”, che penso sia molto divertente. Ti ricordi la tua prima esperienza al Duane Reade?

So che sembrerebbe stupido, ma in realtà mi è successo davvero. Un giorno stavo parlando con Aziz e gli ho detto che la prima volta che sono arrivata a New York sono andata a Duane Reade e sono impazzita. Non avevo mai visto nulla di simile nella mia vita. Era così scioccato che lo mise nel copione [ride]. Mi sento un po in imbarazzo. Molte delle cose che accadono nella serie sono reali. Questo è Aziz. Lui mette tutta la tua vita in un copione.

 

Cos’hai pensato del finale quando l’hai letto per la prima volta?

Ad essere sincera, c’erano diverse opzioni per il finale. Aziz e Alan [Yang, co-writer di Master of None], avevano veramente parlato della fine da tanto. All’inizio avevamo deciso di far tornare Francesca in Italia insieme a Pino, perché pensavamo fosse ciò che sarebbe avvenuto nella vita reale.
Questo tipo di finale è emozionante e fa sognare. In realtà non sai cosa succederà. Lei resta con Dev e lascia Pino, ma alla fine nei loro volti c’è una sfumatura di solitudine. Questa è mia scelta che preferisco, perché non mi piace molto quando un regista dà una fine definitiva ad una storia. Preferisco pensare a cosa sarebbe potuto accadere. E a te è piaciuto? Che ne pensi?

Mi è piaciuto il modo in cui è stato fatto: non ci sono parole, ma solo una rapida scena che poi viene tagliata. E anche se ora stanno insieme, resta ancora un finale ambiguo.

Sì, non è sempre così facile. Come donna, credo che quando si lascia una persona che è stata con te per tanti anni, non sia sempre una decisione che prendi felicemente, sai? C’è sempre qualcosa che ti tormenta, e non sai se hai fatto la scelta giusta oppure no. Quindi non è necessariamente [una decisione] felice.

Se andassi a Roma, cosa potrebbe identificarmi come turista americano oltre al fatto che parlo inglese?

[Ride] Beh, sicuramente devi cercare di evitare località turistiche. Prendi un aperitivo intorno alle 6:30 con uno spritz. E’ una cosa molto italiana. Aziz ne era ossessionato.

Qual è stata la cosa migliore che hai mangiato mentre giravi la serie?

Quando eravamo a Modena abbiamo girato nel ristorante di Massimo Bottura, ed è stata una delle esperienze più belle che abbia mai avuto nella mia vita. Se andate a Modena, dovete prenotare un tavolo lì. Ovviamente fa parte della guida Micheline (nota: è una guida dei ristoranti più chic – e costosi – del mondo), quindi non è propriamente economico, ma è pur sempre un’esperienza da fare almeno una volta nella vita.

Fare spettacolo è il modo migliore per Aziz di mangiare il cibo più buono del mondo.

Lo so. Gli dico sempre: “Tu sei un bastardo”, e lo sa. Non ti preoccupare. Lui mangia davvero tanto, e a me piace questa cosa. Ora è in Giappone; è stato in Giappone per scrivere, e ha mangiato il più buon cibo giapponese.

Ti scrive riguardo i suoi meravigliosi pasti?

Sì, ci mandiamo entrambi foto dei nostri pasti, tipo foto gastro-porno. Del tipo che mi manda foto in qualunque ristorante lui vada e io gli invio foto di mia nonna a Napoli. È davvero divertente.

Ora parliamo di “Master of None 2” in generale (fonte: nypost.com)

*Intervista tradotta dall’inglese

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C’è sempre il rischio, quando una nuova serie popolare prende una lunga pausa tra le stagioni, che la sua assenza prolungata di messa in onda possa far si che se ne parli di meno, o possa dar luogo ad aspettative elevate che non potrebbbero essere soddisfatte.

Fortunatamente, “Master of None” di Aziz Ansari dimostra che vale la pena aspettare. La tragi-commedia vincitrice dell’Emmy torna su Netflix da venerdì – un anno e mezzo dopo il suo debutto – con una seconda stagione che si rifà agli elementi che l’hanno resa così unica la prima volta.

Dopo una rottura con Rachel (Noel Wells), la seconda stagione ricomincia con la nuova vita dell’attore trentenne di New York, Dev (Ansari), a Modena, mentre sta per finire il suo apprendistato per imparare a fare la pasta. Vive una vita tranquilla in una piccola città e fa amicizia con la bella Francesca (Alessandra Mastronardi) e un bambino dalle guanciotte paffute (Nicolò Ambrosio).

La seconda stagione – di 10 episodi – conserva estetica cinematografica originale della serie. Ogni episodio – di mezz’ora – sembra un cortometraggio indie. I primi due episodi sono stati girati in Italia, e il primo è interamente in bianco e nero, nello stile dei registi neorealisti italiani (inclusi i sottotitoli). Ansari, che ha trascorso un po’ di tempo nel paese prima di scrivere la nuova stagione, ha lavorato con il suo italiano.

Non passa molto tempo prima che Dev torni a New York e abbia una nuova opportunità per la sua carriera culinaria (con la guest star Bobby Cannavale), e torni a vivere una complicata storia d’amore e la sua vita di sempre. I fan saranno lieti di vedere la madre di Ansari, Fatima, e il (sorprendentemente divertente) padre, Shoukath, nel ruolo dei genitori di Dev. Tornano anche Pals Arnie (Eric Wareheim), Denise (Lena Waithe) e Brian (Kelvin Yu).

Come gli episodi della scorsa stagione “I genitori” (che hanno esplorato l’esperienza americana di prima generazione) e “Gli indiani sulla televisione” (riguardo il razzismo di Hollywood), “Master of None” si dimostra più forte nei suoi episodi ognuno basato su un tema in particolare. Un affascinante episodio di questa stagione assume la religion, in particolare i sentimenti di Dev sulla sua fede musulmana. Un altro riflette perfettamente la fatica delle moderne App di incontri online, con primi appuntamenti imbarazzanti e argomenti di conversazione decisamente forzati.

Anche se Ansari rifiuta il suo soprannome di “buongustaio”, il suo amore per il cibo è ben documentato nella sua commedia, nella scrittura e sui social media. La prima stagione di “Master of None” mostra i locali più alla moda, per dare un senso effettivo del luogo. La seconda porta gli spettatori in un tour gastronomico in posti come il Butcher Bar a Smorgasburg, i quattro cavalieri a Williamsburg, il Carbone a Greenwich Village e il Buco a NoHo, permettendo alla trama di questa stagione di svilupparsi su uno sfondo di piatti squisiti e cocktail alla moda.

“Master of None” sembra aver perfezionato la sua ricetta per il successo: vi farà ridere, pensare e desiderare un piatto di pasta.

Infine, ecco qualche notizia in più sul personaggio di Francesca (Attenzione: contiene spoiler sulla serie):

*Intervista tradotta dall’inglese

La seconda stagione di “Master of None” ha inizio con Dev in idillio a Modena, in Italia, durante il suo apprendistato per imparare a fare la pasta. Ma mentre i telespettatori – comprensibilmente – vengono distratti dal cibo italiano che fa venire l’acquolina in bocca da cui Dev è circondato, viene data anche molta attenzione al suo rapporto con Francesca (una simpatica Alessandra Mastronardi), la nipote dell’anziana signora del negozio di pasta in cui lavora Dev.

C’è una scintilla innegabile tra Dev e Francesca, che è evidente sin dai primi episodi ambientati in Italia. Ma naturalmente c’è un problema: Francesca è impegnata. Si tratta di un cliché comune, specialmente dal momento che “Master of None” ci ha mostrato largamente che il suo fidanzato Pino è una persona piuttosto interessata ed affascinata letteralmente dalle piastrelle. Ma la chimica che appare sullo schermo tra Ansari e Mastronardi salva la serie dai suoi lati più curiosi.

Le cose prendono una piega ancora più problematica quando Francesca vola a New York con il suo fidanzato, dopo che Dev era già tornato nella città. I due passano un po’ di tempo insieme, andando in giardini con delle sculture, acocktail party e trascorrendo le notti in casa di lui di riparo dalla neve. Dev sta interpretando un po’ troppo a modo suo questa situazione? Giudica te, basandoti su questa meravigliosa foto:

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Sì, c’è qualcosa tra loro, che forse non c’è mai stato tra Rachel e Dev. Ma c’è ancora quel fastidioso fidanzamento!

La lotta interiore di Dev è ben presente sin dall’inizio della stagione, da quando lui lascia Francesca davanti al suo hotel in un Uber. Subito dopo possiamo ammirare una scena di Dev seduto sul sedile posteriore di un taxi – dopo che lei è andata via – in cui è come se fisicamente ed emotivamente lui cercasse di rivelare a Francesca i suoi veri sentimenti, rovinando potenzialmente un’amicizia speciale, ma nello stesso tempo volesse tenersi tutto dentro.

Quindi, che cosa riserva il futuro per Dev e Francesca? Lei rimarrà in Italia con il suo fidanzato Pino o resterà a New York con Dev?

Altre foto di scena di “Master of None 2” per voi:

E chiudiamo con una meravigliosa e simpaticissima GIF!

*Credit to @lamastronardi/@factory4pr, foto pubblicata su permesso

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